Che sapore ha la tua vita?

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Dall’inizio dell’anno la gente viene da me con il desiderio di cambiare vita. Lo chiedono esplicitamente. E quello che mi sto trovando a fare con loro non è di inventare nuovi possibili sbocchi lavorativi o sviluppi nelle relazioni. Chiedo ai miei clienti di descrivermi il sapore della loro vita, della vita che hanno ora. E all’inizio sembra una domanda strana, senza senso. “Che sapore può avere la vita? Mica è un dolce…”. E poi un po’ alla volta, seduta dopo seduta entrano in contatto con il sapore della loro vita, quella attuale, quella che ora stanno facendo. Si perché la vita si fa, si costruisce attivamente.
E si accorgono che non hanno una vita sola, fanno attivamente più vite. Hanno vite con i loro compagni, con i datori di lavoro, con i genitori, con le persone che incontrano casualmente. E ognuna di queste vite ha un sapore diverso. C’è l’amarezza per il lavoro che non va, la gioia per l’incontro fatto, il rammarico per le cose non dette, la fiducia nei soci o negli amici. E allora non vogliono più cambiare vita, vogliono solo assaporare la loro vita, starci dentro, assaporarne tutte le sue sfumature, dalle più delicate alle più forti. Non vogliono più cambiare vita, vogliono approfondirsi nella loro vita, allargarsi nella loro vita, nuotarci dentro. Cosa che stanno già facendo, spesso senza saperlo.

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